Il volume ripercorre i momenti più significativi dei viaggi compiuti dall’autore in Polonia nell’arco di oltre mezzo secolo (1974/2025) e si articola in due parti ben distinte: la prima dedicata ai viaggi dell’autore nella Repubblica Popolare Polacca, la seconda focalizzata invece sulla trentennale frequentazione della Polonia postcomunista.
Il testo offre un affresco sociopolitico e umano capace di documentare i caratteri salienti di un lungo processo di transizione, certo non esente da contraddizioni, che ha però radicalmente cambiato il volto del Paese, sul piano economico e sociale, oltre che a livello politico e istituzionale.
Questo “diario polacco” utilizza lo stesso registro narrativo (in uno stretto intreccio tra la “Grande Storia” e le “piccole storie individuali”) già sperimentato dall’autore negli altri diari di viaggio pubblicati, sempre con le Edizioni Helicon, a partire dal 2014, tutti ambientati “a est della vecchia cortina di ferro”, dall’Armenia a Kaliningrad, dalla Georgia alla Siberia.
A caratterizzare questa ultima opera è però il rilievo attribuito alla dimensione temporale, in quanto i “viaggi lungo la Vistola” si snodano in un arco di oltre mezzo secolo e si focalizzano su momenti e aspetti degni di nota della lunga transizione che il Paese ha vissuto in questi decenni.
Chiude il volume l’incontro con Rosanna Tocchetto, nell’aprile 2001, una connazionale che ha vissuto in Polonia dal 1947 al 1957, autrice di un libro autobiografico, pubblicato a Lucca nel 2000, che è una delle rarissime testimonianze dirette del decennio del terrore staliniano nell’Est Europa, un capitolo della recente storia europea del tutto sconosciuto, in Italia.